OLIO DI PALMA FA MALE???

olio di palma negli alimenti

olio di palma negli alimenti

Tutta la verità su un alimento sempre più presente all’interno di cibi che consumiamo quotidianamente:

Oggi la mia consuetudine, unita alla morbosa attenzione per la lettura dell’etichette degli ingredienti dei cibi confezionati e venduti all’interno dei supermarket, mi ha portato a scoprire una brutta verità:

anche i famosissimi biscotti ” ORO SAIWA” contengono olio di palma negli ingredienti.

Inutile dirvi che sino a poco tempo fa, pensavo con molta probabilità che questa tipologia di biscotti fosse una delle poche marche sul mercato della grande distribuzione a non utilizzare alimenti dannosi per la fabbricazione di prodotti alimentari di qualità. infatti, come si può leggere dalla lista degli ingredienti,questi non contengono nessun tipo di grassi idrogenati o conservati molto dannosi per la salute del nostro organismo. Purtroppo, sempre più spesso ci troviamo questo olio a basso costo di produzione all’interno di cibi anche molto affermati sul mercato…

Questi due articoli spiegano bene tutto ciò che si deve sapere sull’olio di palma e su i suoi effetti:
  • L’olio di palma è uno degli argomenti più discussi del momento. Fa male? È dannoso? Quali sono i suoi effetti? Il dibattito è acceso, detrattori e sostenitori sono divisi quasi come ai tempi di Coppi e Bartali. Peccato che, in questo caso, sul piatto non ci sia una passione sportiva, ma la salute.  Dure critiche sono arrivati dal Fatto Alimentare che continua a sostenere la pericolosità dell’ingrediente, per l’uomo e per l’ecosistema. Per alcuni esperti, intervistati dal quotidiano online indipendente, farebbe aumentare in modo significativo i grassi nel sangue: dai trigliceridi al colesterolo, alzando il rapporto tra colesterolo cattivo e quello buono.

Della fazione opposta è l’Aidepi, associazione delle industri del dolce e della pasta in Italia, che su suo sito ha pubblicato un documento dove difende il grasso vegetale, spiegando che si tratta di un ingrediente meno pericoloso di come appare.

“Non è assolutamente dannoso, per la salute  e non comporta pericoli”, arringa Mario Piccialuti, direttore dell’Aidepi, sull‘Huffington Post. “Non contiene colesterolo, a differenza di molti altri grassi alimentari, e ha un contenuto di grassi saturi inferiore al burro“, aggiunge. “Il palma se assunto a piccole dosi non dà problemi, ma la quantità ingerita è decisamente elevata, e questo può comportare ripercussioni sulla salute”, ribatte Roberto La Pira, del Fatto Alimentare, sempre sull’Huffington. Intanto, mentre la petizione lanciata dal Fatto Alimentare su Change.org per limitare il più possibile l’utilizzo dell’olio di palma ha totalizzato oltre 140mila firme, due grandi gruppi dell’alimentare come Misura e Gentilini hanno preso le distanze del grasso tropicale. Sono poi 15 le catene di supermercati che stanno riducendo o sostituendo l’olio di palma: da Coop a Esselunga. Il dibatto, comunque, resta aperto. […]

  • Dallo scorso 13 dicembre milioni di consumatori italiani ed europei hanno scoperto la presenza di un nuovo ingrediente in migliaia di prodotti alimentari. Stiamo parlando dell’olio di palma, una sostanza fino a oggi camuffata dietro la scritta “olii e grassi vegetali”. Per rendersi conto di quanto l’olio di palma sia diffuso basta dire che è il grasso principale di quasi tutte le merendine, i biscotti, gli snack dolci e salati, le creme… in vendita nei supermercati. L’ampio utilizzo di questa materia prima è dovuto sia al costo estremamente basso, sia al fatto di avere caratteristiche simili al burro.

Il Fatto Alimentare dice “no” all’olio di palma per motivi etici, ambientali e di salute e invita le aziende a sostituirlo con altri oli vegetali non idrogenati o burro.

1) La produzione di palma è correlata alla rapina delle terre e alla deportazione di milioni di famiglie africane e asiatiche (land grabbing). È inoltre causa primaria della deforestazione di aree boschive (prima causa di emissioni di CO2 nel Sud-Est asiatico) e della devastazione degli “habitat” naturali per lasciare spazio alle monocolture come quelle della palma da olio. Queste operazioni comportano gravi violazioni dei diritti umani, l’eliminazione della sovranità alimentare e la riduzione della biodiversità. Per stemperare le problematiche e ripulire l’immagine dell’olio di palma esiste una certificazione sostenibile (RSPO), che tuttavia copre solo una quota minima della produzione, senza neppure mitigare i problemi denunciati.

2) L’olio di palma viene utilizzato dalla maggior parte delle aziende alimentari perché costa poco e si presta a molti utilizzi. Secondo i nutrizionisti l’assunzione giornaliera di dosi elevate di questo ingrediente può risultare dannosa per la salute a causa della presenza dei grassi saturi. Questa ipotesi si verifica più spesso di quanto si creda, visto che il palma si trova nella maggior parte degli alimenti trasformati, soprattutto in quelli più consumati dai giovani. Anche se in Italia non esistono studi sul consumo pro-capite, i nutrizionisti consigliano di limitarne l’assunzione, in particolare ai bambini che sono i più esposti.

Il Fatto Alimentare chiede al Ministero della salute e agli enti pubblici di disporre l’esclusione dalle pubbliche forniture di alimenti che contengano olio di palma. Questa clausola deve essere inserita in tutti i capitolati di appalto per l’approvvigionamento delle mense scolastiche, ospedaliere e aziendali, nonché dei distributori automatici collocati in scuole e pubblici edifici.

Chiediamo al Ministero delle politiche agricole e agli altri Stati membri dell’Unione Europea di aderire subito alle Linee Guida del CFS (Committee on World Food Security) – FAO, per una gestione responsabile delle terre, delle foreste e dei bacini idrici.

Chiediamo ai supermercati di escludere dalle forniture dei prodotti con il loro marchio (private label) l’olio di palma.

Chiediamo alle industrie agroalimentari di impegnarsi a riformulare i prodotti senza l’utilizzo di olio di palma, affinché il cibo “made in Italy” possa davvero distinguersi come buono e giusto. […]

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ENGLISH VERSION

The whole truth about a food increasingly present in foods that we consume on a daily basis:

Today my habit, coupled with morbid attention to the reading of certified ingredients of foods packaged and sold within the supermarket, led me to discover an ugly truth:

even the famous biscuits “ORO SAIWA” contain palm oil in the ingredients.

Needless to say that until recently, I thought very likely that this type of cookies were one of the few brands in the market of large retailers not to use food injurious to the manufacture of quality food products. In fact, as can be seen from the list of ingredients, they do not contain any type of hydrogenated fats or preserved very harmful to our health. Unfortunately, more often we find ourselves this oil and low cost of production in foods also very established in the market …

These two articles clearly explain everything you need to know on palm oil and its effects:

Palm oil is one of the most discussed topics of the moment. It hurts? It is harmful? What are its effects? The debate is on, detractors and supporters are divided almost like the days of Coppi and Bartali. Too bad that, in this case, on the plate there is a sporting passion, but the health. Harsh criticism came from the fact that Food continues to support the dangers of the ingredient, for humans and the ecosystem. For some experts, interviewed by the newspaper online independent, would significantly increase blood fats: triglycerides to cholesterol, raising the ratio of bad cholesterol and the good one.

The opposing faction is the AIDEPI, Association of industri of confectionery and pasta in Italy, which on its website published a paper where defending fat plant, explaining that it is an ingredient less dangerous than it looks.

“It is absolutely not harmful to health and not dangerous”, harangue Mario Piccialuti, director dell’Aidepi, Huffington Post. “It contains no cholesterol, unlike many other dietary fats, and has a saturated fat content of less than butter,” he adds. “The palm when taken in small doses does not give problems, but the amount ingested is very high, and this can result in health consequences, “says Roberto La Pira, the Made Food, always Huffington. Meanwhile, as the petition launched by the Food Done on Change.org to limit as much as possible the use of palm oil has totaled more than 140 thousand signatures, two large groups the food sector as Measurement and Gentilini have distanced fat tropical. Then they have 15 supermarket chains that are reducing or replacing palm oil: from Coop in supermarkets. The debate, however, remains open. […]

Since last December 13 millions of Italian and European consumers have discovered the presence of a new ingredient in thousands of food products. We are talking of palm oil, a substance so far disguised behind the words “oils and fats”. To realize how palm oil is widespread enough to say which is the main fat in almost all snack foods, biscuits, sweet and savory snacks, creams … for sale in supermarkets. The wide use of this raw material is due to the extremely low cost, and to the fact of having characteristics similar to butter.
The Food Done says “no” to palm oil because of ethical, environmental and health and calls on companies to replace it with other non-hydrogenated vegetable oils or butter.

1) The production of palm is related to the robbery of lands and the deportation of millions of African families and Asian (land grabbing). It is also the primary cause of deforestation of wooded areas (one cause of CO2 emissions in South-East Asia) and the destruction of “habitat” natural to make room for monocultures such as palm oil. These operations involve serious violations of human rights, the elimination of food sovereignty and reduction of biodiversity. To overcome some of these problems and clean up the image of palm oil there is a sustainable certification (RSPO), which, however, covers only a minor part of the production, without even mitigate the problems reported.

2) Palm oil is used by most food companies because it is cheap and lends itself to many uses. According to nutritionists, daily intake of high doses of this ingredient can be harmful to health due to the presence of saturated fat. This hypothesis occurs more often than one might think, because the palm is in most processed foods, especially those most consumed by young people. Although in Italy there are no studies on the per capita consumption, nutritionists recommend limiting intake, particularly children who are the most exposed.

The Food Done asks the Ministry of Health and government agencies to order the exclusion from public supplies of foods that contain palm oil. This clause should be inserted in all the contract specifications for the supply of school canteens, hospital and business, as well as vending machines placed in schools and public buildings.

We call on the Ministry of Agriculture and the other Member States of the European Union to adhere immediately to the Guidelines of the CFS (Committee on World Food Security) – FAO, for the responsible management of land, forests and water bodies.

We ask the supermarkets to exclude from deliveries of products with their brand (private label) palm oil.

We ask the agri-food industries to commit to reformulate products without the use of palm oil, so that the food “made in Italy” can really stand out as good and just. […]

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